Giustizia e detenuti: amministrazione trasparente

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Bilancio di previsione anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019 – Amministrazione trasparente

Legge n. 232 dell’11 dicembre 2016
“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017 – 2019”

La Legge 232/2016 concernente “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017 – 2019, reca per lo stato di previsione del Ministero della giustizia spese finali per complessivi 7.932.222.811,00 di euro (di cui 2.665.119.530,00 di euro relativi al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP).

Dipartimento Amministrazione Penitenziaria 2.665.119.530,00 33,60%
Personale 2.167.737.266,00 81,34%
Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuti 218.248.289,00 8,19%
Beni e servizi 175.525.512,00 6,59%
Fondo da ripartire per oneri di personale 40.934.645,00 1,54%
Edilizia di servizio 25.631.605,00 0,96%
Altri investimenti 21.908.620,00 0,82%
Automezzi 7.272.834,00 0,27%
Beni mobili 3.362.220,00 0,13%
Attrezzature e impianti 2.793.149,00 0,10%
Informatica di servizio 1.705.390,00 0,06%

 

Il 33,60 % del Bilancio del Ministero di Giustizia va per le spese del  DAP: Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Ossia di chi si occupa delle patrie galere e dei detenuti.

L’81,34 % dell’amministrazione penitenziaria (DAP) se ne va per le spese del “personale”.

L’8,19 % delle spese del DAP ha come voce: “Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuti”.

 

  • Spese totali per detenuto in un anno: 48.764,37 € (di cui 1321,30 per spese mantenimento che i detenuti sono tenuti a rimborsare (cfr. Circolare GDAP 3362/6112 del 7 settembre 2015) = 3,62 €/die
  • Spese totali per detenuto al giorno: 133,60 €
  • Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuto al giorno: 10,94 €
  • Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuto al giorno in un anno: 3.993,34 €

 

Calcoli su detenuti presenti al 31 dicembre 2016:

  • totali: 54653
  • donne: 2285
  • stranieri: 18621

Fonte: https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.page?contentId=ART1321334&previsiousPage=mg_1_29_13_1#tabella5

 

 

“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”: replicare le prassi di eccellenza del lavoro dei detenuti.

settimana sociale

In generale, il ruolo delle imprese cooperative è risultato rilevante in molti settori produttivi, soprattutto per la capacità di inclusione di giovani donne immigrate, il coinvolgimento di persone svantaggiate in fragilità nonché la capacità di resilienza nei territori del Mezzogiorno. Le realtà più interessanti non sono quelle che puntano solo sulla logica di solidarietà ma quelle che hanno saputo individuare e valorizzare le qualità e le specifiche e diverse abilità di queste categorie la cui diversa ricchezza è stata fonte di generatività per tutti. Al loro interno particolarmente interessanti le eccellenze che responsabilizzano i detenuti attraverso il lavoro riducendo la recidiva carceraria e generando così rilevanti risparmi per le finanze pubbliche. Tali progetti sono facilmente estendibili e replicabili. Sarebbe assolutamente auspicabile costruire in tale delicatissimo ambito alcune politiche quadro da concretizzare in sperimentazioni pilota nelle quali la riduzione del rischio di ricaduta della singola persona contribuisca, da una parte, a diminuire la spesa pubblica e, dall’altra, ad accrescere le possibilità di investimento. Occorrerebbero politiche e una cornice di riferimenti per potenziare ed estendere su scala nazionale tale progettualità. Infine, occorre ricordare i molti casi nei quali le cooperative sono state lo strumento attraverso il quale imprese in dismissione sono state ‘rigenerate’ e i lavoratori, attraverso operazioni di working buy out, sono diventati gli ‘imprenditori di se stessi’.

Instrumentum laboris della 48ª Settimana Sociale, “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”, Cagliari, 26-29 ottobre 2017, n. 36.

La cosiddetta “messa alla prova”, un importante istituto previsto dalla legge 67/2014

La cosiddetta “messa alla prova”,  è un importante istituto previsto dalla legge 67/2014 (Legge, 28/04/2014 n° 67, G.U. 02/05/2014) che prevede per i condannati a pene pecuniarie o inferiori ai 4 anni di carcere un programma di lavoro di pubblica utilità a scopo rieducativo e di risarcimento presso un’organizzazione sociale della rete locale. Se il progetto va a buon fine, il procedimento giudiziario a carico dell’imputato viene meno e il reato non viene menzionato nella certificazione penale.

Depliant messa alla prova Pisa

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Sono libera dentro

Sono libera dentro“‘Sono libera dentro’ è un progetto nato all’interno del carcere di Borgo San Nicola di Lecce e rappresenta la prosecuzione di un laboratorio di filosofia realizzato nel corso del 2017. Il laboratorio è stato indirizzato alle donne “detenute comuni” ristrette nell’istituto, e si è soffermato su quattro temi: amore, amicizia, tempo, libertà”.

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