Fuochi e Maendeleo (Babonde – RDC)

Di questi giorni le notizie preoccupanti in provenienza da alcune differenti zone geografiche del nostro Congo (RDC) rimbalzano sui media internazionali. Alcuni fuochi accesi ma il paese non è in fiamme. Si tratta innanzitutto dell’instabilità politica nella capitale Kinshasa, con l’intera classe politica al governo e all’opposizione che continua a stare “in sella” malgrado l’epirazione del…

via Fuochi e Maendeleo — KARIBU BABONDE

“Misericordia Tua”, al via i lavori per la casa d’accoglienza per detenuti di Sant’Andrea a Lama

“Misericordia Tua”. Al via i lavori per la casa d’accoglienza per detenuti di Sant’Andrea a Lama: cantiere chiuso ad aprile 2018. Il 25 marzo 2017 la presentazione del progetto.

Calci, sabato 25 marzo 2017 – Il cantiere è già in fase di allestimento e dalla prossima settimana i lavori entreranno nel vivo. Al massimo entro dodici mesi, ossia per aprile 2018, “Misericordia Tua”, la comunità di Sant’Andrea a Lama, nel comune di Calci, per il reinserimento umano e spirituale di alcuni detenuti ammessi alle misure alternative al carcere, sarà una realtà. Verrà realizzata nella casa canonica della chiesa parrocchiale della frazione calcesana, opportunamente ristrutturata, e potrà ospitare fino ad un massimo di otto persone “anche se l’attivazione sarà graduale e almeno per il primo anno prevediamo un numero abbastanza limitato d’inserimenti nella struttura, sicuramente inferiore a quattro” ha precisato alla presentazione pubblica del progetto il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli, l’organismo pastorale della chiesa pisana che gestirà la struttura in collaborazione con l’unità pastorale della Valgraziosa e la comunità dei padri dehoniani di Castelmaggiore. Saranno queste realtà a comporre la cosiddetta “cabina di regia” che guiderà la struttura con l’aggiunta di Vittorio Cerri, storico e apprezzato direttore della Casa Circondariale “Don Bosco” e ora collaboratore volontariato di “Misericordia Tua”. Che nasce come opera segno voluta dall’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto per il “Giubileo delle Misericordia” indetto da Papa Francesco nel 2016, e prende il nome dal motto episcopale di monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo emerito di Pisa scomparso il 19 ottobre 2015 e particolarmente sensibile e attento alla situazione di chi vive la realtà carceraria. Ma affonda le radici dall’impegno della cappellania carceraria di Pisa guidata da monsignor Roberto Filippini fino alla nomina, il 25 novembre 2015, a vescovo di Pescia oltreché nella volontà dell’unità pastorale di destinare ad un utilizzo sociale e pastorale tutte le case canoniche delle chiese della Valgraziosa rimaste senza parroco.

La comunità potrà ospitare detenuti ammessi alle misure alternative ma anche ex detenuti e familiari di persone in condizione di carcerazione. Le persone che saranno accolte e la definizione del progetto personalizzato per ciascuno sarà uno dei compiti principali della “cabina di regia”. Alla gestione operativa del progetto, invece, saranno coinvolti anche un educatore professionale della cooperativa sociale “Il Simbolo” mentre all’animazione del territorio parteciperà anche un gruppo di volontari che sarà formato nei prossimi mesi.

Il progetto, infatti, concretamente prenderà corpo e forma solo nel 2018. Prima ci sono da fare i lavori di ristrutturazione dell’immobile. L’allestimento del cantiere è già iniziato e nelle prossime settimane “Acque” provvederà ad allacciare la casa alla fognatura comunale. Poi sarà completamente rifatto il tetto ed effettuati i lavori di adeguamento interno e di risanamento delle pareti dall’umidità, realizzati i nuovi impianti elettrico e idrico-sanitari e rifatta la facciata dell’edificio. A lavori finiti la comunità sarà composta da una stanza adibita ad ufficio, cucina e soggiorno e un bagno accessibile ai disabili al piano terra e quattro camere doppie, una singola per l’operatore e due bagni al primo piano (mentre un altro bagno sarà ricavato nel piano cosiddetto mezzanino a metà scala).

Fonte: Caritas Pisa

2,6 miliardi costano le carceri italiane. Record spesa in EU

Quasi 2,6 mld di euro. Sono questi i soldi che ogni anno la collettività spende per i detenuti nelle carceri italiane. Un totale che deriva dal costo medio giornaliero di ognuno degli oltre 50mila detenuti nei penitenziari nazionali, secondo i dati del 2016. E’ quanto emerge elaborando i numeri resi noti da Openpolis nel minidossier ‘Dentro o fuori – Il sistema penitenziario italiano tra vita in carcere e reinserimento sociale’.
Un costo che potrebbe vedere una netta diminuzione in caso si arrivasse a provvedimenti di indulto o amnistia, come quelli nei cassetti della Commissione Giustizia del Senato, dove sono quattro i disegni di legge all’esame.
Per gli ‘ospiti’ dei penitenziari italiani si spendono poco più di 140 euro al giorno (141,80 nel 2014): di questi, meno di 10 euro servono per mantenere i detenuti, mentre oltre 100 euro servono a coprire le spese per il personale. Le spese per beni e servizi comprendono le utenze, la manutenzione ordinaria degli immobili, la formazione del personale, i rimborsi per le trasferte, l’uso dei mezzi di trasporto.
Un costo che, dopo essere salito fino a 190 euro nel 2007, risulta compresso di molto tra 2009 e 2011, sia per i tagli al bilancio sia per l’aumento dei carcerati e nel 2013 si attestava attorno ai 124 euro. Dai dati del 2014, l’Italia risulta il paese dove il costo giornaliero per detenuto è più alto (141,80 euro). Tra i paesi europei, seguono il sistema penitenziario inglese (109,72 euro), quello francese (100,47 euro) e quello spagnolo (52,59 euro per carcerato al giorno).
In Italia, inoltre, c’è il maggior numero di dipendenti dell’amministrazione penitenziaria in rapporto ai detenuti (40.176). Per ogni dipendente dell’amministrazione penitenziaria ci sono 1,4 detenuti, mentre sono 1,5 i carcerati per ogni agente di custodia.
Altra caratteristica del sistema penitenziario italiano è che i suoi dipendenti sono in massima parte agenti di custodia (90,1%). In Inghilterra e Spagna il personale ha una formazione più eterogenea, con maggiore presenza di insegnanti, formatori professionali, mediatori culturali, psicologi.

Fonte

Quota di mantenimento a carico dei detenuti: 3,62 €

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari, con Circolare GDAP-PU-0298924  del 7 settembre 2015, ha comunicato ai direttori delle carceri ed ai provveditori regionali che la quota di “mantenimento in carcere” a carico del detenuto è aumentata a 3,62 euro al giorno (108,6 euro al mese, in pratica il doppio di quanto dovuto finora).

Di seguito il testo del Decreto ministeriale del 7 agosto 2015, che sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 18 del 30 settembre 2015.

“Visto l’art. 2 della Legge 26/07/1975 n. 354 recante norme sull’Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà; considerato che la citata disposizione di legge precisa che le spese di mantenimento per le quali può farsi luogo a recupero sono soltanto quelle concernenti gli alimenti ed il corredo, e che il rimborso ha luogo per una quota non superiore ai due terzi del costo reale; ritenuto che il costo effettivo per gli alimenti ed il corredo risulta essere di €. 5,44 e che pertanto la relativa quota di mantenimento da porre a carico del detenuto, pari ai 2/3 del costo reale, risulta essere di €. 3,62 ripartito come segue: colazione €. 0,27, pranzo €. 1,09, cena €. 1,37, corredo €. 0.89 = quota mantenimento €. 3,62.

Visto il parere espresso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con nota prot. n.47323 datata 08/06/2015, decreta: la quota di mantenimento da recuperare a carico dei detenuti è fissata dalla data del presente decreto in €. 3,62 per giornata di presenza”.

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