Occhiali per le missioni

Scuole primarie a Babonde 35Un cristiano che non abbia occhi per vedere le necessità dei fratelli è un cristiano a metà o forse lo è di nome, ma non ancora di fatto. La fede ci dona questa possibilità di vedere ed aggiunge la forza per reagire ed agire in qualità di fratelli: fratelli in umanità, fratelli di fede. In molti contesti africani le sofferenze, le diseguaglianze, le povertà sono numerose e difficili da sradicare. Per chi proviene dal continente europeo è stridente, salta agli occhi, la differenza di cure mediche che noi nel nostro paese possiamo ricevere e quanto poco possano curarsi gli abitanti di Babonde e dei numerosissimi villaggi adiacenti. Tumori, diabete, cardiopatie, etc. etc. Sono difficili da diagnosticare ed impossibili da curare con i mezzi  a disposizione. Le cure specialistiche e il personale specializzato mancano. E quando ci sono – qualche coraggioso che si avventura in tournée dalle nostre parti – le famiglie sono prive dei mezzi finanziari per pagare le cure, anche quelle ordinarie. TAC, ecografia, radiografia, cardiogramma, analisi specifiche del sangue, sono prestazioni rare se non sconosciute alla quasi totalità. Ma anche le piccole cose risultano difficili: una carie la si cura con una estrazione; il presbite che non riesce più a leggere allunga le braccia fin che può, per abbandonare infine ogni lettura dichiarandosi oramai troppo vecchio e consumato. Come non vedere tutto questo? Si invecchia prima, si muore prima. Le aspettative di vita media per l’abitante del Congo RDC non arrivano ai sessanta anni.

Non fermare gli occhivedere, reagire. E’ difficile cambiare il mondo. Non si può pensare di risolvere in fretta tutti i problemi, ma è possibile cambiare il mondo di una persona, il suo mondo, quando la si aiuta a risolvere il suo problema. Un gesto semplice, talvolta banale realizzato in una qualche latitudine Nord del mondo diventa benefico e vitale in una qualche altra latitudine Sud del mondo.

Ecco l’iniziativa piccola, semplice, significativa della raccolta di occhiali usati, pronti ad essere gettati nel cassonetto. Occhiali per l’Africa. Materiale oramai senza valore che recuperato, pulito,  classificato, può ora essere trasportato e distribuito a colui che, nel profondo della foresta equatoriale, neppure intravede che il suo problema abbia una qualche possibilità d’essere risolto.

Qualcuno si chiederà se non ci siano altre strade da percorrere per avere degli occhiali nuovi da distribuire, da acquistare direttamente in qualche grande città africana, a buon prezzo, della stessa fabbricazione cinese, materiale esportato dappertutto nel mondo sia dell’emisfero Sud che di quello Nord. La risposta è sì, ci possono essere altre strade ma il risultato non sarà lo stesso!

Attraverso le lenti di quegli occhiali raccolti, puliti, classificati, abbiamo potuto rendere una vista migliore a qualche migliaio di miopi e presbiti della foresta africana, ma non solo: nello stesso tempo abbiamo aiutato migliaia di cittadini del Vecchio Continente a vedere meglio la realtà mondiale con le sue diseguaglianze ed ingiustizie, nel disequilibrio di opportunità abbondantemente offerte ad alcuni e quasi totalmente private ad altri. I legami che si sono creati non sono stati di tipo commerciale ed economico, ma di tipo fraterno e solidale. Quei vecchi occhiali, improponibili oramai nella vetustà delle loro montature, sono apparsi più belli e caldi si storia che le nuove produzioni di mercato. Quei riciclati, carichi di una storia che noi non conosciamo, appartenente a qualche caro anziano, si sono ora rinnovati per un’altra storia, quella recente, che ci appartiene,  di chi non si è chiuso nell’indifferenza ma ha visto una necessità ed ha reagito, facendo dono; quei vecchi occhiali portano un pezzo di storia di tanti giovani che si sono voluti coinvolgere spendendo del loro tempo e delle loro energie; Portano infine la storia di molti ancora che superando le difficoltà organizzative e di spazio hanno saputo creare un ponte tra luoghi tanto differenti e lontani.

I beneficiari ringraziano, anche loro appartengono a questa nuova storia, sanno oramai che qualcuno altrove conosce la loro esistenza, la loro realtà, alcuni dei loro problemi… le mani sono tese e si stringono, anche se a distanza. Il piccolo beneficio economico degli occhiali usati e ridistribuiti gratuitamente crea attese e speranze non vane né illusorie. Al progetto iniziale in questi anni si è aggiunta la formazione di una infermiera specializzata in oftalmologia, che sta aiutando molto bene i malati, collaborando con i medici specialisti che una volta l’anno possono passare per Babonde. Si sono aggiunti altri materiali specialistici disponibili a Babonde (cassetta di lenti di prova, tonometro …).

Un ecografo usato, degli strumenti per la sala operazioni ed altro materiale medico hanno fatto ugualmente la loro apparizione all’ospedale di Babonde, una struttura grande, bella per molti versi abbandonata e sprovvista di materiali essenziali. E’ vero, questi ultimi strumenti non hanno molto a che fare con il problema della vista, ma stanno nella stessa ottica, hanno permesso di vedere il problema e di reagire in qualità di fratelli.

Un grazie grandissimo a nome mio e dei beneficiari a tutti quanti – conosciuti e sconosciuti – abbiamo potuto stringere la mano in questi anni  e a quanti altri si uniranno al progetto.

padre Renzo Busana, missionario dehoniano a Babonde

Scarica la scheda del Progetto: Occhiali per le missioni Progetti BABONDE – Occhiali per le missioni 16.1

Album foto dell’arrivo del baule di occhiali 24 dicembre 2014