Progetto: Talita Kum. Centro nutrizionale a Babonde

Come aiutarciPer poter aiutare e guarire un bimbo malnutrito (medicine, alimentazione, salario agli operatori) che normalmente ha bisogno di due o tre mesi di “programma” sono necessari all’incirca 40,00 euro.

Renzo Busana 2014
Babonde – padre Renzo Busana

Il Progetto “TALITA KUM” (“Bambino alzati!”), ha preso avvio nel gennaio 2011 per rispondere ad un’emergenza acuta del nostro territorio e della nostra missione ossia i numerosi casi di malnutrizione riscontrati nei bambini dai 2-6 anni. Alcuni degli elementi che stanno alla base del fenomeno sono la povertà economica e culturale delle famiglie, la vita e l’alimentazione ritmata sulle stagioni del raccolto a volte abbondante ed altre volte insufficiente, il gravoso carico che pesa sulle madri di numerosissimi figli e talvolta incapaci di rispondere ai bisogni di tutti. Se alla malnutrizione si associa qualche altra patologia come la malaria (endemica) e l’anemia, o altre malattie ed infezioni soprattutto intestinali ecco che la malnutrizione diventa severa e manifesta la sua pericolosità fino a portare alla morte di numerose piccole vite. I bimbi malnutriti a differenza di quelli sottonutriti, non sono normalmente “pelle ed ossa”, manifestano invece altri segni caratteristici: lo sbiancamento della pelle e dei capelli (che diventano rossicci o bianchi), il gonfiore anomalo delle guance e dei piedi (edema), debolezza ed apatia, piaghe sulla pelle, gonfiore del ventre, ecc. Un precoce e prolungato periodo di malnutrizione può avere conseguenze permanenti al livello fisico e psico-intellettivo.

In questi anni, da quando il TALITA KUM, Centro Nutrizionale di Babonde, ha aperto le sue porte, abbiamo potuto aiutare più di 500 bambini a recuperare la loro “buona forma” e ad uscire da uno stato di malattia che rischiava di diventare cronico se non mortale. Tutto questo grazie all’aiuto generoso di numerosi benefattori ed in particolare dei benefattori di Casa Sacro Cuore e dell’Associazione Missioni Casa Sacro Cuore e di tanti altri “fratelli anonimi”. Qualcuno tra essi ha avuto il coraggio e la fortuna di poter visitare di persona il progetto sostenuto e le attività svolte.

Per poter aiutare e guarire un bimbo malnutrito (medicine, alimentazione, salario agli operatori) che normalmente ha bisogno di due o tre mesi di “programma” sono necessari all’incirca 40 euro.

Tre volte la settimana i bimbi con le loro mamme sono accolti per un programma che mediamente dura tre mesi, ricevono un’abbondante colazione ricca in proteine ed il pasto, in quantità sufficiente per il “mezzogiorno” e per portarne a casa da servire la sera. Se presentano altre malattie connesse, ricevono le medicine necessarie e se in gravi condizioni di salute sono curati nel vicino ospedale per la consultazione e le cure appropriate. Purtroppo in questi anni abbiamo avuto anche qualche caso di morte di quei bimbi che si sono presentati troppo tardi al centro nutrizionale Talita Kum in condizioni troppo gravi e che non siamo riusciti a salvare. Per risolvere questo problema André, il nostro animatore, realizza regolarmente delle visite di sensibilizzazione ed informazione spostandosi in bicicletta o in motocicletta,  incontrando, informando, sensibilizzando ed incoraggiando le numerose comunità locali (43) della missione di Babonde, sparse su un territorio dal raggio di una trentina di chilometri. Il Talita Kum ha le porte aperte e chi ne ha bisogno deve rapidamente farne ricorso senza aspettare che sia troppo tardi.

Inizialmente il TALITA KUM era accampato sotto una tettoia di fortuna, ma ora può vantare una piccola sala di consultazione e accoglienza, un deposito per gli alimenti, una cucina e una specie di refettorio all’aperto (il tetto per riparare dal sole e dalla pioggia, ma la libertà di muoversi e circolare liberamente come infatti è l’abitudine per i bimbi in tutte le famiglie della nostra realtà). Sappiamo che non sono costruzioni realizzate secondo gli standard europei ma per noi è veramente qualcosa di straordinario.

Sono circa 40/50 i bimbi accolti ogni Lunedì, Mercoledì e Venerdì. Una volta la settimana le mamme sono formate alla buona alimentazione, al corretto svezzamento e all’igiene personale del corpo e alla pulizia del cortile e della casa. Il Mercoledì è previsto un tempo per il lavoro comunitario in modo da tenere pulito il cortile e i dintorni del Talita Kum e per realizzare una coltivazione collettiva di soia e mais il cui raccolto servirà in seguito come alimento. A turno le mamme aiutano la responsabile della cucina, mentre a due giovani – Therese e Pauline– é attualmente affidata la responsabilità del Centro assieme all’animatore  André.

Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, dei bimbi guariti, di quelli curati, delle mamme che hanno ricevuto la formazione necessaria. Siamo soddisfatti del sorriso vivace che ritorna sui volti che erano prima spenti, gli occhi fissi sul vuoto. Una missione di Medici Senza Frontiere che ha operato per tre mesi a Babonde ha bene apprezzato il lavoro del TALITA KUM e ci ha incoraggiato a continuare pur sapendo che possiamo ancora migliorare in professionalità il nostro servizio. In questo senso avremmo bisogno di una persona da qualificare nel settore dell’alimentazione, un infermiere “nutrizionista” che sta attualmente studiando a Kisangani.

Gesù amava i bambini e li proponeva agli adulti come modello da imitare. Alla mamma che lo supplicava di fare qualcosa poiché la sua bimba era morta, Gesù non ha chiuso gli occhi ma è intervenuto, come lui solo poteva, intimando alla fanciulla di rialzarsi (Mc 5,41). Noi cerchiamo di fare qualcosa con i mezzi a nostra disposizione e ringraziamo tutti coloro che con i loro piccoli ed importanti aiuti ci permettono di continuare questo servizio.

padre Renzo Busana, missionario dehoniano a Babonde (Repubblica democratica del Congo).

Aggiornamento 4 dicembre 2017

Per sostenere economicamente il progetto “Talita Kum” clicca sull’immagine qui sotto

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