Una fraternità dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù (Dehoniani) a servizio di una casa denominata “Misericordia tua” verso chi esce dal carcere.

 L’anno straordinario del Giubileo della Misericordia si è concluso, ma un piccolo seme vuole ora germogliare. E’ una casa famiglia, con la finalità di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di chi esce dal carcere.

Spinti dal monito di Gesù: “Ero in carcere e siete venuti a visitarmi”, vuole essere un modo concreto con cui vivere questa opera di misericordia.

Nella casa vi abiteranno, per un certo periodo, quanti potranno godere di misure alternative alla pena, previste dalle norme di legge, in prospettiva di un reinserimento nella società e nell’attività lavorativa. Ovviamente ciò comporta per la nostra fraternità, una presenza anche all’interno della Casa di pena circondariale tramite un servizio di assistenza spirituale, per quanti ne facciano richiesta.

Oggi questo tema così delicato si pone fra certezza della pena e percorsi di recupero: esso domanda una giustizia riparativa e il reinserimento sociale dei detenuti. Il valore riabilitativo della pena e l’importanza delle misure alternative al mondo carcerario vogliono ispirare la casa ‘Misericordia tua’ che si proietta in questa direzione.

Il progetto per l’allestimento di questa casa di accoglienza per ex detenuti e detenuti in permesso o in fruizione di una misura alternativa alla detenzione è in capo alla diocesi, che ha messo a disposizione la canonica di Sant’Andrea a Lama nel comune di Calci (Pisa).

Qualcuno potrà domandarsi, perché guardare a una realtà impegnativa come quella carceraria?. La fraternità ha come tratto distintivo lo stile dell’accoglienza, ma soprattutto è la spiritualità della nostra famiglia religiosa, a domandarci di saper essere misericordiosi e in comunione con i più poveri e di quanti vivono in quelle zone ombra della società e domandano di essere aiutati a riscattarsi. La proposta arrivata dalla chiesa pisana collima molto con la spiritualità della nostra Congregazione religiosa, particolarmente attenta al tema dell’ingiustizia e alla dimensione riabilitativa.

É con molta semplicità che intendiamo dare concretezza a questo servizio, coniugando spiritualità e impegno intellettuale, come il nostro tempo domanda, nonostante l’attuale congiuntura, non favorevole, che lo sta attraversando con non pochi interrogativi. Potrà sembrare temeraria l’impresa, ma è pur vero che bisogna anche osare e incamminarsi ancora ovvero rispondere ai bisogni e farsi oltre, appunto più in là.

Mettere su casa non sempre è così facile, come potrà sembrare ai più. La cura del bello, ci pare un elemento integrante del “trattamento”, come in gergo viene denominato l’intervento nei confronti di queste persone. Curare funzionalità e sobrietà, domandano per noi, fare affidamento alle abilità e appello alle energie in dotazione.

Vorremo fare nostre le parole di papa Francesco al giubileo dei carcerati: «quante volte la forza della fede ha permesso di pronunciare la parola perdono in condizioni umanamente impossibili! Persone che hanno patito violenze o soprusi su loro stesse o sui propri cari o i propri beni… Solo la forza di Dio, la misericordia, può guarire certe ferite. E dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere vinto dall’amore che sconfigge ogni forma di male. E così, tra le vittime e tra i colpevoli, Dio suscita autentici testimoni e operatori di misericordia».

Non mancherà il ricordo nella preghiera per quanti avranno voluto aiutarci.

pp. Elio e Marfi

E’ possibile sostenere questo progetto anche con l’invio di denaro. Per info clicca qui.