Segni particolari: missionario a servizio dei “piccoli”. I bambini “stregoni” di Kisangani.

  • Titolo del progetto: “Per i bambini epilettici di Kisangani” (Rep. Dem. del Congo)
  • Responsabile del progetto: padre Govanni Pross
  • Data inserimento progetto: 15 ottobre 2017
  • Costo sostegno progetto: 3000,00 anno

A fine agosto 2017 ho lasciato la missione nella Repubblica Democratica del Congo per una nuova missione che mi è stata affidata in Italia: il servizio alle persone che si trovano in carcere. Scrivo queste righe anche per poter offrire ai nuovi amici e conoscenti un tratto caratteristico della mia carta di identità: segni particolari: missionario a servizio dei “piccoli”.

In Congo, per 27 anni, la missione mi ha portato a prendermi cura di bambini e bambine abbandonati, ora accolti in tre case nella città di Kisangani.  Noi li chiamavamo ‘bambini in rottura familiare’ (enfants en rupture familiale), o comunemente ‘ragazzi di strada’.

Con il gruppo degli animatori del centro st. Laurent (San Lorenzo) a Kisangani, ci siamo sempre chiesto quali siano le cause di questo sovrappopolamento delle strade da parte di bambini, ragazzi e ragazze, abbandonati a loro stessi. Sono diverse: la separazione dei genitori, una seconda unione della mamma o del papà con un altro partner che non accetta il figlio già esistente; la mancanza di disponibilità economiche per frequentare la scuola o semplicemente per sopravvivere; la miseria e l’ignoranza degli adulti i quali interpretano alcune manifestazioni dei figli come possessioni diaboliche; la presenza delle cosiddette ‘chiese del risveglio’, vere e proprie sette che lucrano sull’ignoranza dei genitori, ed altre ancora.

Vorrei soffermarmi su una delle cause più frequenti che generano il fenomeno sociale dei cosiddetti “bambini stregoni”: l’epilessia.

Succede che il ragazzo, già da piccolo, manifesti la malattia con convulsioni, cadute repentine, irrigidimenti. L’ignoranza porta i genitori a credere che tutte queste manifestazioni siano opera del diavolo, oppure segni di una possessione da parte di spiriti cattivi, o la presenza di facoltà particolari trasmesse al bambino da persone anziane e guardate dalla gente con paura e sospetto.

Spesso la famiglia porta il bambino a dei pastori improvvisati che dichiarano di poter ‘liberare’ il bambino da tutte queste manifestazione e dalle cause che le generano. I bambini che cadono vittime di questi interventi di “pseudo-guarigione” sono  sottoposti a ripetuti giorni di digiuno di cibo e bevande (anche sei giorni); a volte sono legati o comunque guardati a vista; dormono per terra. Spesso, con l’intenzione di colpire lo spirito cattivo che li possiede, sono picchiati. Terminato il digiuno devono bere una strana pozione che li fa vomitare, e questo fa gridare al pastore che lo spirito cattivo se n’è andato. In realtà il bambino malcapitato sta peggio di prima.

La famiglia non lo recupera, anche perché i mezzi di sussistenza sono minimi e ancora più ridotti a motivo dalle spese per pagare il pastore.

Ecco allora che il ragazzo o la ragazza, se ne va in città, in ambienti dove notoriamente si trovano i loro compagni di sventura: al mercato centrale, nei piccoli mercati rionali, al porto. Se sono piccoli, dell’età di 5-7 anni, i ragazzi più grandi non li accolgono nella loro banda e li accompagnano al nostro centro.

Se il fenomeno dell’epilessia si manifesta quando un bambino è  neonato, è spesso la polizia dell’infanzia a portarli al centro. Li trovano davanti al tribunale dei minori, la notte o al mattino presto, davanti ad un bar, sempre di notte, oppure portati alla stazione di polizia da persone che li trovano in strada.

Il centro st. Laurent (San Lorenzo), nato 27 anni fa proprio per aiutare i ragazzi abbandonati, è composto da tre case tra loro vicine.  I bambini neonati sono accolti nella casa san Vincenzo.  I ragazzini fino ai 6 anni e le ragazzine fino ai 12 sono accolti a casa santa Bakhita. I ragazzi dai 6 ai 13-14 anni a casa san Lorenzo.

Presso il Centro, vi lavorano 21 animatori, compresi due religiosi dehoniani e due religiose, con servizi diversi: lo psicologo, i maestri, gli incaricati dei contatti con le famiglie degli ospiti, il segretario amministrativo, gli incaricati dello sport e del teatro, gli assistenti della notte e i cuochi.

Gli animatori che tengono i contatti con le famiglie, sono costantemente presenti nei luoghi della città dove più facilmente si possono trovare questi ragazzi di strada. Capita quindi che vengano a conoscenza di altri casi e che se ne occupino, portandoli poi al centro.

Quando uno di questi “piccoli” arriva nel nostro centro di accoglienza, per prima cosa lo si accoglie e si instaura un dialogo con lui, al fine di raccogliere più elementi possibili sulla famiglia e il suo contesto di provenienza. Scopo del centro, infatti, è di riallacciare i contatti con la famiglia di origine e di accompagnarla, finché possa un giorno riaccogliere il figlio che ha allontanato.

Dal dialogo con il ragazzo si arriva a capire quale è il suo livello scolastico, quali sono le persone che costituiscono la sua famiglia o la rete affettiva di riferimento (spesso sono gli zii o i nonni già avanti in età). Si tenta poi di attivare un percorso adeguato e un progetto individualizzato conseguente.

Il ricongiungimento avverrà quando la famiglia sarà in grado di accogliere il ragazzo e mostrerà la capacità di accompagnarlo, con costanza.

Dopo questa iniziale e necessaria analisi, l’ospite è inserito nella vita del centro: scuola, sport, teatro, momenti di  preghiera, un po’ di lavoro nel campo e nella falegnameria, sono le attività principali. Ultimamente, presso il centro ha preso il via un corso di falegnameria e uno di taglio e cucito.

Tutti gli ospiti sono alloggiati, curati, nutriti, sostenuti negli studi, almeno fino alla fine della scuola elementare.

Le malattie più comuni, come la malaria, l’ameba, la dissenteria… sono sempre sotto controllo. La cura di questi problemi di salute è abituale e l’acquisto dei relativi farmaci sostenibile.

Ci sono altre patologie però, la cui cura, non è sostenibile, in quanto le risorse finanziare del centro non sono sufficienti. Si tratta soprattutto di traumi alle articolazioni, e di altri malattie difficilmente diagnosticabili, sia per mancanza di esperienza, sia per l’assenza di strumenti adatti da parte del personale sanitario.

Lo Stato è in difficoltà a pagare i suoi dipendenti. L’accesso all’assistenza sanitaria da parte della gente comune è fortemente problematica.

Per curare l’epilessia, c’è bisogno di un farmaco che deve essere assunto ogni giorno, ma a prezzi non sostenibili per il centro.

Ora che mi trovo in Italia, desidero continuare la missione a favore dei piccoli del centro di accoglienza di Kisangani, raccogliendo fondi per acquistare i farmaci per quei bambini che soffrono di epilessia. I farmaci saranno acquistati in loco.

padre Giovanni Pross, missionario dehoniano, in Congo RDC dal 1987, è responsabile di questo progetto.

Il costo delle cure dei bambini epilettici dei Centri di accoglienza di Kisangani  è di 3000,00 euro all’anno.

Puoi donare anche una piccola somma. 

invia il denaro sul Conto corrente Bancario dell’Associazione Missioni Casa Sacro Cuore – Onlus

grazie mission
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Per contatti: giovannipross51@gmail.com

Album foto dei centri di accoglienza per minori Ste. Bakhita. St. Laurent, St. Vincent

 

Video laboratorio chitarre a Kisangani

p. Corrado Tosi e p. Giovanni Pross hanno ideato e realizzato questo atelier all’interno del Centro st. Laurent (Kisangani, Rdc) per aiutare i ragazzi a imparare il mestiere del falegname. Un ringraziamento alla Fondazione don Guetti. Per altre info sul centro saint Laurent clicca qui

Storie di straordinaria speranza a Kisangani

Pross con bambini in braccioGiovanni Pross, missionario dehoniano, da anni a Kisangani (RDC) è responsabile delle Maison St. Laurent e Maison Ste. Bakhita: due case di accoglienza per bambine e bambini di strada. Qui ci racconta alcune piccole storie, storie di sofferenza ma anche di speranza perché l’amore seminato è sempre prodigo di frutti.

I nomi delle persone menzionate nel testo seguente sono di pura fantasia .

Vedi album foto centri di accoglienza St. Laurent, Ste Bakhita, St.Vincent

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Kisangani: dalla strada alla scuola

 

Vedi album foto centri di accoglienza St. Laurent, Ste Bakhita, St.Vincent

Padre Giovanni Pross, missionario dehoniano a Kisangani (Rep. Dem. Congo), da 25 anni è responsabile di un centro di accoglienza per ragazzi di strada. Attraverso il Centro St. Laurent e la Casa Bakita, insieme agli educatori suoi collaboratori, si prodiga per il recupero dei ragazzi di strada di Kisangani per offrire loro educazione, istruzione, cibo, cure e… affetto. Il fenomeno dell’abbandono dei minori da parte delle famiglie africane è un fenomeno relativamente recente in molti Paesi, ed è legato soprattutto ad un inurbamento forzato con conseguente aumento della miseria e della disgregazione dei nuclei familiari.

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